Qualche tempo fa, intenta a bere un caffè al bar, ho appreso da un giornale ravennate a proposito di una bella iniziativa incentrata sull’educazione ambientale a scuola. Un progetto ambizioso che valorizza i concetti di ecologia e di sostenibilità sottolineando il legame fra cibo, energia e inquinamento.

Una delle persone coinvolte in questo progetto didattico è l’ingegnere Stefano Silvi, un amico che, al momento, è in Gran Bretagna per collaborare con “The Facility” nell’ambito del progetto europeo Erasmus Young Entrepreneurs.

Brochure

Il nome di questo progetto di educazione ambientale a scuola è Dall’orto in barattolo all’orto energetico e la brochure è consultabile a questo link: http://issuu.com/comra/docs/ortoinclasse.

Il progetto, promosso e sostenuto dal Comune di Ravenna, ha coinvolto l’Istituto Comprensivo “Vincenzo Randi” con la sua scuola primaria di Classe. E poi il comitato cittadino di Classe, gli esperti ortolani Vittorio Casanova e Antonio Gasperoni, RES e l’azienda agricola di Luca Miserocchi. Panebarco&Multimedia ha realizzato un bellissimo cartone animato che potete vedere a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=uSy1zvsO7JM

Grazie a Dall’orto in barattolo all’orto energetico, i bambini smettono di essere ascoltatori passivi per diventare protagonisti del loro apprendimento. Partecipano a laboratori di ricerca e di sperimentazione, coltivano in situ e imparano la cultura della responsabilità. Il giardino della scuola diventa, così, un luogo pieno di stimoli capace di ripristinare gli equilibri ecosistemici grazie agli animali attratti dalle piante tipiche dell’orto.

Stefano Silvi, con l’architetto Elisabetta Socci e il tecnico ambientale Giuseppe Pesce, ha attuato il percorso formativo del progetto differenziando la complessità delle lezioni in base alle età degli alunni.

Ciao, Stefano! Ti eri mai cimentato in attività di educazione ambientale a scuola?

Ciao, Anna! È stata la prima volta che i miei collaboratori ed io ci siamo trovati ad affrontare un percorso formativo in una scuola primaria.

È stato complesso differenziare l’approccio formativo a seconda delle età dei nostri piccoli studenti. Serviva coinvolgerli tutti allo stesso modo ma, chiaramente, utilizzando linguaggi e approcci diversi.

Le maestre della scuola primaria hanno contribuito a stimolare e ad approfondire l’interesse per temi non certo semplici per tutti gli alunni. L’entusiasmo e le competenze di Elisabetta e Giuseppe verso questo progetto di educazione ambientale a scuola sono stati fondamentali.

Quali temi avete deciso di affrontare? E quali attività avete proposto?

Voleva mettere in luce i vantaggi del consumo di cibi locali e di stagione in termini di consumo di energia e di riduzione dell’inquinamento. E poi l’energia consumata per la produzione e la conservazione degli alimenti, l’opportunità di produrre energia da scarti e fonti rinnovabili, e i piccoli gesti quotidiani volti al risparmio energetico.

Per fare questo, abbiamo coinvolto gli alunni sia in attività manuali, sia attraverso lezioni e laboratori didattici, nei quali abbiamo trattato gli argomenti sopra citati.

Stefano e Giuseppe mettono a dimora le piantine di fragole

La risposta, in termini di coinvolgimento e di attenzione, è stata entusiasmante, al di sopra di qualsiasi nostra più rosea previsione.

Alla fine di questo percorso di educazione ambientale a scuola, abbiamo consegnato a ciascun alunno il diploma di Ortolano Energetico. E poi un vasetto di confettura realizzata con le fragole coltivate insieme, per il quale ciascun bambino era stato chiamato a disegnare la propria etichetta.

Quanto successo ha riscosso il vostro modo di fare educazione ambientale a scuola?

Tantissimo. A tutti gli studenti abbiamo fatto capire il legame tra cibo, energia e inquinamento. Le attività nell’orto ci hanno permesso di dimostrare l’importanza dell’attesa e del rispetto dei cicli e dei tempi della natura. I laboratori del nostro progetto di educazione ambientale a scuola cementavano, negli studenti, le idee e i concetti-chiave affrontati a lezione.

Abbiamo anche effettuato una dimostrazione con un piccolo digestore anaerobico in plexiglass, mostrando come dagli scarti si potesse generare energia. A questo proposito, abbiamo realizzato una dimostrazione di pirolisi.

Giuseppe Aggeggio

In ultimo, abbiamo preparato un vero essicatore solare in legno e plexiglass, perfettamente funzionante, che rimarrà alla scuola insieme alla serra. Gli alunni potranno continuare a utilizzarlo negli anni a venire.

Confetture e diplomi

Pensi che il progetto verrà riproposto nell’a.s 2014/2015?

Il nostro progetto di educazione ambientale a scuola ha avuto molto successo e ci sono arrivate tantissime dimostrazioni di apprezzamento dai bambini, dai genitori e dalle istituzioni. Per questo motivo verrà riproposto nel piano di offerta formativa per l’anno scolastico 2014/2015 del Comune di Ravenna.

Ci piacerebbe proporre Dall’orto in barattolo all’orto energetico anche al di là del territorio comunale, e non solo in ambito scolastico.

Insomma, come vedi le idee non mancano e speriamo di riuscire a dare a questa bellissima esperienza la giusta visibilità e il giusto seguito. La voglia di rimboccarci le maniche, e di zappare, non ci manca!

Sul palco